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Galleria 291 Est viale dello scalo san lorenzo 45 Roma (Rome, Italy)

sabato 3 dicembre alle ore 19.00 - 17 dicembre alle ore 19.30

L’ ingiustificata poca visibilità nel panorama romano data a questo settore estremamente vivace della grafica d’arte e il gradimento riscontrato nella precedente esposizione del 2010, spinge Galleria 291 Est ad organizzare la seconda edizione della mostra ExLibris.
Nuovi e recenti lavori di artisti internazionali offrono un assaggio di una vasta produzione di opere d’arte su carta che sfruttano magistralmente le potenzialità espressive di tutte le tecniche della stampa originale, e che, grazie al formato tradizionalmete piccolo, possono concedersi anche l’utilizzo delle tecniche incisorie più preziose e raffinate. La collezione è stata raccolta durante i molteplici e puntuali incontri che si svolgono in tutto il mondo e a cui artisti e collezionisti partecipano, incontri in cui emerge fortemente la valenza interculturale. La mostra invita ad avvicinarsi ad un tipo di collezionismo molto diffuso nel mondo, ma troppo spesso conosciuto solo dagli ’addetti ai lavori’.
L’ex Libris, svincolatosi ormai dalla funzione originaria di segno di appartenenza del libro, si presenta oggi come pretesto per fare “opere d’arte”, riportando alla luce un sano e quasi ormai estinto dialogo tra committente e artista. Un fenomeno quindi che riesce a portare l’espressione artistica contemporanea ad una dimensione intima e personale, in cui le spietate regole del mercato dell’arte sembrano non intaccare una reale e diretta passione tanto nel produrre quanto nel collezionare.

in mostra dal 31 Ottobre all’ 11 Novembre 2011

Vernissage 31 Ottobre ore 21.00

 

La serata del 31 Ottobre, nella notte di Tuttisanti, riserva un “mondo delle meraviglie” a chi vorrà trascorrerla presso la Galleria 291 Est, sancendo la proposta inaugurale di un’esposizione unica al mondo: Blink Photographic Circus.  Ciò che verrà presentato è un evento raro: una galleria d’arte in miniatura, proposta in soli 2 mq. Questo micro e strabiliante progetto artistico itinerante, dopo tappe quali quella alla Rinassense Roma, al Loft 21 di Milano, al Barbagianna Casa d’Arte Firenze, al Ferrara Buskers Festival, alla Staatse Galerie Stoccarda, alla Biennale Internazionale di Firenze  e alla Carpe Viam Roma Centro Elsa Morante (solo per citarne alcune), approda alla Galleria 291 Est fino all’11 Novembre, per poi riprendere il tour nel 2012 con tappe europee di rilievo quali Palazzo Loeven Berlino, Infantellina Contemporary Art Berlino, Royal Opera Arcade Londra, A.M. Art Bruxelles, Artevistas Gallery Barcellona, Sziget Festival Budapest.

Il Blink Photographic Circus, che sviluppa il suo progetto in Blink Micro Gallery e Claire Noise Micro Film, è un’esposizione fotografica ideata, progettata e realizzata da Lorenzo Mastroianni. Lunga 400 cm e alta 30 cm è la Galleria Itinerante più piccola del mondo: al suo interno 20 fotografie da osservare con una lente d’ingrandimento. Tali foto sono tratte dall’onirico lavoro fotografico Claire Noise (Grotesque Photography), progetto di ricerca artistica realizzato proprio da Lorenzo Mastroianni nel 2009. Le pareti interne alla micro galleria, completamente realizzate a mano enfatizzano il gusto retrò alla base del progetto. Tutto questo rende la Blink Micro Gallery, a sua volta, un’opera nell’opera. Qualcosa di unico ed irriproducibile, strutturata e pensata per un singolo visitatore per volta. La sospensione temporale dello “spettacolo” è inevitabile: l’uso della lente d’ingrandimento, studiata ad hoc per isolare lo spettatore lo conduce ad un rapporto diretto e intimo con l’opera stessa, indotto dalla visione dal video di “ingresso” alla micro gallery. Il video, della durata di 3 minuti, interamente realizzato da Lorenzo Mastroianni mediante la tecnica della stop – motion, è un concept project di ben 4000 scatti, prodotto della Claire Noise Micro Film.

L’apertura, sarà accompagnata, in un’atmosfera da circo delle meraviglie di inizio Novecento, dal Sensantional Freak’s Party, organizzato dal direttivo e dai soci della Galleria: un circo nel circo.

a cura di Gianluca Brogna e Manuela Pacella

Inaugurazione sabato 8 ottobre 2011, ore 19.00

8 – 22 ottobre 2011

Risultato di un percorso e di un progetto condiviso, la mostra di Maria Carmela Milano (Polla – SA, 1976) e Alessandro Rosa (Roma, 1982) – che inaugura in occasione della Giornata del Contemporaneo 2011 promossa da AMACI – si presenta come il resoconto di una ricerca sul concetto stesso di esposizione. Gli artisti hanno voluto procedere con un rigore metodologico che sembra preso in prestito da un procedimento scientifico, articolando la mostra in differenti e successive fasi di sperimentazione.

Ulteriore elemento che viene a comporre l’elaborato progetto espositivo ideato dagli artisti è la riflessione sul tempo. DualSite, infatti, non è il momento conclusivo di un processo creativo ma descrive uno sguardo in itinere di un percorso già iniziato ma non ancora concluso. Milano e Rosa hanno voluto sovvertire e ridiscutere il concetto di mostra come confronto “hic et nunc” fra lo spettatore e l’opera. Le opere esposte si presentano come semplice documentazione consultabile e visibile: progetti, disegni, bozze, video, rendering e maquette.

La mostra, ovvero le mostre si manifestano senza visione, sono sottratte volontariamente all’occhio indagatore del fruitore. Il risultato del lavoro, l’oggetto-feticcio costruito in “bottega” viene svuotato del suo valore semantico di “contenuto” (opera esposta) nel tentativo d’instaurare un confronto con il suo “contenitore” (luogo espositivo). DualSite vuole “mostrare” un procedimento di alterazione del rapporto fra contenitore e contenuto riflettendo sul valore dei ruoli a loro attribuiti nel sistema dell’arte contemporaneo. La “documentazione” esposta in galleria rappresenta un continuum temporale fra la prima mostra, installata in un luogo non espositivo  con opere già esposte in altre occasioni, e una seconda mostra che presenta solo bozze e modelli e che potrebbe essere il presupposto di un lavoro/ o più lavori  da sviluppare successivamente.

visita il sito: www.dualsite.org

a cura di Vania Caruso

Galleria 291 Est dal 18 giugno al 30 luglio 2011

Verinissage sabato 18 Giugno ore 19.00

In una luce che non svela per proteggere, che nasconde dai predatori e dall’uomo, che allontana i facili simbolismi, vivono le rappresentazioni animali di Annabella Cuomo.

Animali scomodi, impopolari, selvatici.

Il ricevere inaspettatamente qualcosa che non si cerca, che non si conquista, che arriva all’improvviso; andando oltre la nostra volontà, non si rifiuta. Incontrare un animale selvatico è un regalo, è il momento in cui entriamo in contatto con le basi biologiche della vita. La Cuomo racconta la poesia della mitosi e la necessità della apoptosi. Un sentimento di bellezza e di dolore pervade i suoi animali, sdoppiandosi danno vita ad esseri reali nella coscienza. La stessa separazione di un unico afferma la necessità di catturare simultaneamente istinto e ragione, scienza e poesia, scolorendone i confini fino al raggiungimento dell’albedo.

Pittoresco, grottesco, passionale, istintivo, primitivo, imperfetto, violento, morboso, malinconico, magico e miracoloso, termini Romantici per il lavoro di Annabella Cuomo, artista che nuota nell’ombra del mondo animale, mondo da esplorare alla ricerca della bellezza di una vita nascosta, essenziale, bestiale, vera.

In ambienti umidi ma non morti, una mistica della scienza.

 

Vania Caruso, Ilde Lazzara

Still Waters

Un progetto di FEDERICA TERRACINA

In mostra dal 19 Maggio al 2 Giugno 2011

Direzione artistica: Federica Terracina

Fotografia: Davide Adamo

Con la gentile partecipazione di: Eleonora Tozzi, Diana de Gennaro, Felicia Bianco, Flavia Riccardi, Szcymon Pigula

Still Waters è un progetto fotografico e un’istallazione site-specific nata dalla mente creativa di Federica Terracina. Il risultato di un lungo lavoro di ricerca e indagine che ha aiutato l’artista a prendere una posizione, a trovare ispirazione e motivazione nella realizzazione dell’opera. Quest’ultima, partendo da un artificio sul linguaggio pubblicitario, si propone di arrivare alla consapevolezza di quanto cambino gli scenari metropolitani in relazione alla produzione di rifiuti. Mettendo in scena la creazione di una linea di moda, l’artista crea abiti confezionati con materiali di riciclo a basso costo. Alcuni dei materiali provengono dall’associazione ReMida di Biella che presenta un modo di pensare all’ecologia valorizzando gli scarti come oggetti, utili per vivere un’esperienza creativa ed educativa nel rispetto dell’ambiente. Ad interpretare i modelli “ri-usa” giovani studenti e lavoratori inserendoli in uno spazio tragicamente comune.

Nel lavorare per recuperare  rifiuti  vi è l’intenzione di trattenerli, usarli come traccia per chi resta e anche di sfruttarli, prendendo una posizione politica in merito alla gestione dei consumi. La mostra è il risultato di un connubio tra arte e techné che vede l’incontro tra l’immaginario di Federica e l’occhio attento del giovane fotografo napoletano Davide Adamo.

Foto patinate, studio attento della luce per ricalcare le formule note al mercato della moda, quasi a volere provocare un sistema che gratuitamente insulta la nostra consapevolezza e minaccia la salute di tutti noi. Il progetto si è arricchito della componente sonora, registrazioni che narrano il percorso per arrivare ai set fotografici e in luoghi di scambio di merci, come il mercato, il porto, i magazzini.

Un progetto ironicamente amaro che descrive e denuncia la mancanza di responsabilità da parte di una generazione passata e ancora presente.Una riflessione su uno status quo che si ripercuoterà nel futuro con effetti che vanno dal preoccupante al catastrofico.

Ilde Lazzara

 

 

Federica Terracina nasce ad Orvieto (Tr) il 20 Gennaio, 1983. Dopo la maturità classica si laurea in Decorazione presso l’ Accademia di Belle Arti a Roma, con il professore Michele Cossyro.

Durante la sua carriera artistica disegna i costumi per lo spettacolo “La Capra Canta” della compagnia teatrale StrumentiUmani, stagione 2009 P.I.M. Spazio Scenico, Milano. Lavora poi come decoratrice per l’attività La Pampa. Nel 2008 vince la seconda edizione del festival “L’Arte di non Discriminare”, nel 2009 il premio “Frammenti2009”, Roma.

Tra le collettive:

2010 – mostra collettiva & performance MIRROR N3 a cura di Viola Nerante; performance “Halone 22º”, Accademia di Belle Arti, Roma; allestimento mostra di Maria Carmela Milano galleria Blu-org, Bari;100 artisti per Kimbau, Roma; JungleJam festival, Istanbul; festival d-dang Bracciano; 2009 – Take the Space Trapani, 2009 Festival Bassa Risoluzione Bari; galleria Arte e Pensieri; Allestimento per la mostra di Maria Carmela Milano con il collettivo Histerical Woman “Matriarcale”, Perugia; allestimento per la mostra di Maria Carmela Milano al festival Mercurdo, biennale dell’assurdo, Castelvetro di Modena; 2008 – “cristo o cristis?”, galleria arte e pensieri ,Roma; Fiera del Levante, Bari; 20eventi08 Arte Contemporanea in Sabina, Poggio Moiano; Primaverile Romana, La Vetrata galleria via Gesù e Maria, Roma; Sala Ferro di Cavallo, Roma; Fiera dell’arte contemporanea Reggio Emilia; 2007 – Artenergendo dialogo tra arte e scienza, S.Michele a Ripa, Rome; Exposcuola Il bello del bello, Salerno; Premio Nazionale delle Arti Contemporanea; 2006 – Notte Bianca, Roma; Notte Bianca, Kollatino Underground, Roma.

Rivelando la sua attrazione nei confronti dell’estetica della Street Art, Marco Scola utilizza indiscriminatamente tutte le tecniche per rappresentare icone popolari tramite un linguaggio immediato. La sua visione è diretta e onesta; col gesto pittorico accompagna le figure serigrafiche fuori dalla tela, e chiede allo spettatore di intraprendere un percorso di lettura in cui la sua stessa conoscenza e cultura sono l’elemento catalizzatore dell’opera. L’artista ci seduce con immagini e colori racchiusi in opere fatte di parole, didascalie e icone; evoca tavole medico-anatomiche leonardesche in cui le raffigurazioni scientifiche sono affiancate da testi; il concetto dunque diventa un’analisi anatomica.

Be Pop, Lay Over

Con occhio critico affronta le problematiche umane ed antropologiche dal punto di vista gnoseologico, facendo affiorare limiti e validità della conoscenza umana. L’uomo viene vivisezionato sia fisicamente che spiritualmente, rivelando la sua contraddittoria esistenza. Marco Scola mostra contemporaneamente tutte le icone che l’essere umano ha creato per dare credibilità alle proprie “dottrine”, icone usate, prosciugate e poi gettate nel meltin’ pot della cultura popolare. L’elemento di “mercificazione” dell’immagine e soprattutto del corpo è ricorrente in tutto il suo lavoro, e già in opere come “American Sushi”, gli elementi di dissacrazione e di martirio della figura umana sono presenti in una sfera che galleggia sul filo dell’amara ironia e dell’irriverenza.

 

 

 

Marco Scola è nato in Sicilia, nella città di Catania, nel 1978. Nel 1999 si è trasferito a Roma per frequentare l’Accademia di Belle Arti; durante gli studi continua a sviluppare ed approfondire la sua ricerca. Attualmente vive e lavora a Berlino ed avvicina la sua ricerca alla street art. Il suo lavoro non pone limiti alle tecniche usate, sfrutta tutti i tipi di media in assemblaggi totalmente liberi da identificazioni di genere.

 

Personali:

2009 – “Room for Rent”, W.I.R gallery, Berlino

2008 – “Beautifuls Freaks”, W.I.R Gallery, Berlino

2007 – “Ultraviolet “, Stitch Project

2006 – “Eat Me”, Budo shop design, Madrid

2005 – “La Stanza dei Desideri”, Reparto pediatrico

Ospedale “Sandro Pertini”, Roma

2004 – “American Sushi”, Café Bohemien, Roma

2004 – “ Il corpo corrotto”, Rashmoon, Roma

2004 – “Castello Contemporaneo”, Castello

di Caparbio, Vincitore premio acquisto Banca

dell’Argentario

Artisti da Regalo

ARTISTI da REGALO

Temporary shop

11.23 Dicembre 2010

Uno spazio che per pochi giorni si trasforma e in cui prende vita un vero e proprio concept store sulla creatività.

Gli artisti si mettono in gioco confezionando preziosi e unici regali di natale. Dalle sculture da viggio di Jole Falco ai bracciali erotici dello scultore Sevak Grigoryan, dagli organi umani in lana della poliedrica artista Maria Carmela Milano all’arte da riciclo della creativa illustratrice e autrice di “arte per massaie” Cynthia Korzekwa. E ancora tanti altri creativi che si aggiungeranno di giorno in giorno fino alla vigilia di Natale.

Dall’11 al 23 Dicembre si potrà visitare sia il temporary shop che il punto vendita del laboratorio, dove potrete trovare stampe d’arte e attrezzature per la calcografia.

Ecco alcune proposte:

 

The Golden Egg

9 /23 ottobre 2010 a cura di Vania Caruso
con: Alexandra Unger Anna Lewenhaupt Marcela Iriarte Maria Carmela Milano Maya Berthou
In mostra: performance – cucito su tela – inchiostro su carta – scultura – collage – installazione – lavori all’unicetto – video

Vernissage 9 ott. Ore 19.00

Tegg, food concept di The Fooders
Tegg é un semplice gioco di parole.
Tag si legge teg, e da sempre é il nome in codice che i writers usano per distinguersi e identificare le proprie opere. Invece l’uovo, egg, é l’ingrediente di base per infinite preparazioni in cucina.
Tegg è l’unione fra i due, e rappresenta il nostro segno grafico edibile.

performance: Alexandra Unger

In occasione della sesta edizione “Giornata del Contemporaneo”, promossa dall’associazione no profit “AMACI” (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanei Italiani), Galleria 291 Est presenterà la mostra collettiva Golden Egg. La curatrice della mostra Vania Caruso proporrà l’emergente gruppo internazionale Hysterical Women. Già provocatrici e ironiche nonché pronte a scardinare ogni pregiudizio sulla femminilità contemporanea, le sei artiste realizzeranno opere poliedriche e roteanti sulla simbologia dell’uovo d’oro.
La forma evocativa dell’uovo cela in sé e sul suo assunto simbolico una letteratura vastissima, a partire dal suo dualismo primario la fragilità, da un lato, e la forza di generare nuova vita, dall’altro. Come sinonimo di genesi, simbolo universale del mistero della creazione, l’uovo rappresenta un segno grafico primario quale enigma del tutto. Presente nei miti d’origine di molte culture quali polinesiana, giapponese, peruviana, indiana, fenicia, cinese, finnica e slava; come uovo primordiale riveste significato anche nell’iconografia alchemica dove il tuorlo simboleggia la speranza dell’oro. In ambito cristiano l’uovo mistico, simbolo della nascita e della resurrezione era presente nelle chiese dell’Oriente cristiano-ortodosso dove veniva appeso nel catino absidale. Nel Quattrocento, alla profana pratica di appendere uova di struzzo, che grazie alla loro superficie scivolosa tenevano i ratti lontani dall’olio delle lampade delle chiese di Firenze e Siena, Piero della Francesca ne rinnovò l’assunto spirituale ponendolo come nucleo della sua opera la Pala di Brera. Nel dipinto l’uovo isolato, illuminato e centrale costituisce il polo ottico della composizione e rimanda al significato della commissione del Duca Federico da Montefeltro, per la nascita del figlio Guidobaldo e per commemorare la moglie Battista Sforza, morta dopo aver dato alla luce il figlio.
Nel costume popolare l’uovo simboleggia fortuna, ricchezza e benessere e ad esso sono legati molti riti che riprendono il suo valore di fertilità.
Su questo tema, pregno di significati universali, la prospettiva delle Hysterical Women contribuirà all’esplorazione del simbolo all’interno dell’espressione artistica contemporanea. Le sei artiste internazionali e terribilmente femminili lavoreranno con i mezzi che l’arte offre loro, mantenendo la loro specificità all’interno del gruppo e contemporaneamente cercheranno un dialogo che riunisca in un solo tema la loro posizione artistica nel panorama contemporaneo.
Ilde Lazzara

GALLERIA 291 INC.

laboratorio di calcografia sostenibile

Galleria 291 INC è uno spazio dedicato alla calcografia. Un progetto dell’Associazione Culturale Galleria 291 che si avvale della preziosa collaborazione di professionisti del settore.

Il laboratorio offre a tutti i soci l’opportunità di avvalersi di uno spazio attrezzato sia per la stampa che per l’utilizzo di nuove e tradizionali tecniche incisorie.

L’Associazione organizza nel suo laboratorio corsi di bulino, una tecnica di incisione antica, complessa e raffinata, che richiede uno sforzo e una dedizione ampiamente ripagati da un risultato assolutamente fuori del consueto. Apprendere questa tecnica significa imparare una lingua, studiarne la grammatica e la sintassi, significa progettare un’architettura di segni che indaghi le regole matematiche che governano la realtà e la rendono esplicita, significa calarsi in una dimensione in cui il tempo è valore, dove l’importanza dell’autocontrollo e della concentrazione avvicinano questa tecnica ad una disciplina zen.

Dalla più antica alla più contemporanea  delle tecniche, il laboratorio è anche attrezzato per l’utilizzo dell’intaglio-type. Praticato già da alcuni anni in molti laboratori nel resto del mondo, questa tecnica è ormai considerata parte integrante del sistema delle discipline calcografiche, infatti attraverso i suoi procedimenti le immagini fotografiche e le elaborazioni digitali possono essere incise su lastra di metallo e diventare matrici di stampa. Questo nuovo procedimento rimanda in realtà direttamente all’origine della fotografia, a quel particolare momento, in quell’entusiasmo per la sperimentazione di un nuovo modo di ritrarre la realtà era ancora influenzato da una visione fortemente pittorica. Nièpce e Daguerre realizzarono le prime fotografie incidendo le immagini su lastra di rame: usando gli stessi procedimenti coniugare la fotografia con le altre tecniche fotografiche, dirette ed indirette, come ulteriore elemento stimolante di una sempre maggiore contaminazione tra i linguaggi della grafica.

Nel laboratorio della Galleria 291 INC possono essere praticate naturalmente tutte le tecniche di incisione indiretta, ma con un importante elemento di novità: l’eliminazione delle sostanze tossiche presenti negli studi tradizionali. La sfida attuale consiste nella sostituzione dei materiali nocivi alla salute con prodotti di nuova generazione a base acrilica trattabili semplicemente con acqua e sapone. Conseguenza immediata di questa piccola e importante rivoluzione è sicuramente un ambiente più salutare per gli artisti e un impatto zero sull’ambiente. Galleria 291 intende condividere con i propri soci la sperimentazione di questi nuovi prodotti non-toxic che offrono nuove possibilità logistiche per l’artista che ha finalmente la possibilità di lavorare nel proprio studio senza essere costretto ad adottare quegli accorgimenti fin’ora necessari alla salvaguardia della propria salute. Il laboratorio si pone anche come centro di diffusione di questo genere di prodotti attualmente quasi irreperibili in Italia.

Galleria 291 INC si propone, quindi, come un laboratorio dove potersi accostare alla calcografia  attraverso la pratica di una delle discipline più antiche e nobili, il bulino. Allo stesso tempo promuovere feconde contaminazioni tra la grafica tradizionale, la fotografia e l’elaborazione digitale; con la precisa volontà di abbracciare la filosofia non-toxic e perciò prendere parte ad un movimento globale fortemente motivatola una coscienza ambientalista.

In occasione della presentazione del nuovo laboratorio di calcografia Galleria 291 INC., Galleria 291 Est realizza una mostra esponendo una selezione dell’ampia collezione raccolta dall’incisore Maria Maddalena Tuccelli. Le stampe esposte intendono essere un esempio della vitalità di un settore della grafica artistica non sempre da tutti pienamente conosciuto.

Per definizione, gli ex libris sono delle incisioni di piccolo formato in cui sono presenti di regola, insieme alle dicitura omonima, un disegno e il nome del committente dell’opera e venivano posti all’interno dei volumi stampati per indicarne le proprietà. Nascono intorno al 1480 in Germania e accompagnano tutta la rivoluzionaria storia scaturita dall’invenzione di Guttemberg, fornendo molteplici preziose chiavi di lettura della vita culturale di mezzo millennio.

Inizialmente caratterizzati dalla citazione di simboli araldici con l’avvento della cultura borghese, l’interesse per la casata si sostituisce a quella per l’individuo; la vignetta diventa descrizione del committente, ne ritrae il carattere, gli interessi, le caratteristiche fisiche, le professione.

Anche la tecnica si evolve nei secoli parallelamente alla storia dei movimenti artistici; ben presto, infatti la matrice lignea trattata a xilografia cede il passo all’incisione su metallo realizzata a bulino: le ridotte dimensioni dell’opera si prestavano perfettamente ad una tecnica più preziosa che permetteva, con i suoi tratti sottili e modellati, una ricchezza di effetti chiaroscurali mai ottenuti prima.

Nel corso del ‘600, ai grandi volumi pubblicati si aggiungono ex libris si crescenti dimensioni, arricchiti di sontuose decorazioni consone alla fastosità del Baroco.

Ma è nel ‘700, epoca dei lumi, che la diffusione della cultura e il conseguente incremento della produzione libraria, l’ex libris assume maggiore popolarità al di fuori della cultura di corte.

A partire dalla fine dell’88 si comincia ad abbandonare l’utilizzo dell’ex libris come cartellino di proprietà, dando vita a quell’evoluzione quantitativa e qualitativa prorpia delle concezioni estetiche e sociali dell’Art Noveau.

Dal primo ex libris firmato, ad opera di Albrecht Durer per il giudice di Norimberga, amico di Lutero, alla produzione contemporanea, più o meno tutti gli artisti e calcografi si sono misurati con questa forma di espressione artistica.

Oggi un rinnovato interesse per il collezionismo degli ex libris dimostra il superamento di un vecchio preconcetto che vedeva nella storica funzione d’uso un limite all’artisticità del prodotto. Sono molte oggi le motivazioni del collezionismo e possono scaturire da un interesse storico-sociale, tematico o “semplicemente” artistico: numerosi sono ormai i concorsi nazionali ed internazionali che le molte, attivissime, organizzazioni promuovono con l’esclusiva intenzione di stimolare la creatività dei tanti artisti che in tutto il mondo vedono in questo settore una possibilità vivace e stimolante di confrontarsi con tematiche sempre nuove, di mostrarsi e di relazionarsi con il pubblico degli appassionati di grafica e con gli altri artisti.

In contemporanea, nello spazio/laboratorio Galleria 291 INC. sarà esposta la produzione di ex libris di M.Maddalena Tuccelli.

Galleria 291 INC è uno spazio dedicato alla calcografia. Un progetto dell’Associazione Culturale Galleria 291 che si avvale della preziosa collaborazione di professionisti del settore.

Il laboratorio offre a tutti i soci l’opportunità di avvalersi di uno spazio attrezzato sia per la stampa che per l’utilizzo di nuove e tradizionali tecniche incisorie.

L’Associazione organizza nel suo laboratorio corsi di bulino, una tecnica di incisione antica, complessa e raffinata, che richiede uno sforzo e una dedizione ampiamente ripagati da un risultato assolutamente fuori del consueto. Apprendere questa tecnica significa imparare una lingua, studiarne la grammatica e la sintassi, significa progettare un’architettura di segni che indaghi le regole matematiche che governano la realtà e la rendono esplicita, significa calarsi in una dimensione in cui il tempo è valore, dove l’importanza dell’autocontrollo e della concentrazione avvicinano questa tecnica ad una disciplina zen.

Dalla più antica alla più contemporanea  delle tecniche, il laboratorio è anche attrezzato per l’utilizzo dell’intaglio-type. Praticato già da alcuni anni in molti laboratori nel resto del mondo, questa tecnica è ormai considerata parte integrante del sistema delle discipline calcografiche, infatti attraverso i suoi procedimenti le immagini fotografiche e le elaborazioni digitali possono essere incise su lastra di metallo e diventare matrici di stampa. Questo nuovo procedimento rimanda in realtà direttamente all’origine della fotografia, a quel particolare momento, in quell’entusiasmo per la sperimentazione di un nuovo modo di ritrarre la realtà era ancora influenzato da una visione fortemente pittorica. Nièpce e Daguerre realizzarono le prime fotografie incidendo le immagini su lastra di rame: usando gli stessi procedimenti coniugare la fotografia con le altre tecniche fotografiche, dirette ed indirette, come ulteriore elemento stimolante di una sempre maggiore contaminazione tra i linguaggi della grafica.

Nel laboratorio della Galleria 291 INC possono essere praticate naturalmente tutte le tecniche di incisione indiretta, ma con un importante elemento di novità: l’eliminazione delle sostanze tossiche presenti negli studi tradizionali. La sfida attuale consiste nella sostituzione dei materiali nocivi alla salute con prodotti di nuova generazione a base acrilica trattabili semplicemente con acqua e sapone. Conseguenza immediata di questa piccola e importante rivoluzione è sicuramente un ambiente più salutare per gli artisti e un impatto zero sull’ambiente. Galleria 291 intende condividere con i propri soci la sperimentazione di questi nuovi prodotti non-toxic che offrono nuove possibilità logistiche per l’artista che ha finalmente la possibilità di lavorare nel proprio studio senza essere costretto ad adottare quegli accorgimenti fin’ora necessari alla salvaguardia della propria salute. Il laboratorio si pone anche come centro di diffusione di questo genere di prodotti attualmente quasi irreperibili in Italia.

Galleria 291 INC si propone, quindi, come un laboratorio dove potersi accostare alla calcografia  attraverso la pratica di una delle discipline più antiche e nobili, il bulino. Allo stesso tempo promuovere feconde contaminazioni tra la grafica tradizionale, la fotografia e l’elaborazione digitale; con la precisa volontà di abbracciare la filosofia non-toxic e perciò prendere parte ad un movimento globale fortemente motivatola una coscienza ambientalista.

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